Parchi Inclusivi: Oltre le barriere, progettare il gioco per tutti
- Dott. Nicola Costantini

- 3 gen
- Tempo di lettura: 1 min

Parchi Inclusivi: Oltre le barriere, progettare il gioco per tutti Intro: "Inclusivo" non significa solo accessibile. Mettere una rampa per sedie a rotelle in un parco non lo rende automaticamente inclusivo se poi il bambino, una volta salito, non ha nulla con cui giocare. Arealys crede nel "Play for All": progettare spazi dove bambini con diverse abilità – motorie, sensoriali o cognitive – possano giocare insieme, non in aree separate.
I principi del Design For All Un vero parco inclusivo abbatte le barriere fisiche e sociali.
Pavimentazioni: Via ghiaia e sabbia, sì a gomma colata liscia e percorribile da carrozzine.
Giochi a terra: Pannelli sensoriali, giochi musicali e sabbiere rialzate permettono l'interazione ad altezza accessibile a tutti.
Altalene e Cestoni: Il classico "nido" permette a bambini con scarso tono muscolare di dondolare sdraiati in sicurezza, magari insieme a un amico o un genitore.
I vantaggi per le Amministrazioni Pubbliche Realizzare un parco inclusivo è spesso un requisito per accedere ai fondi regionali e al PNRR. Inoltre, rispetta i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e dimostra un'attenzione concreta della Giunta verso le tematiche sociali, con un forte ritorno di immagine per il Comune.
Conclusione e CTA: Progettare l'inclusività richiede competenza. Non basta un catalogo, serve un progetto. [Contattaci per una consulenza sulla progettazione inclusiva]



